Leodori a Sinistra – Provincia di Frosinone

Lista Leodori a Sinistra

Un progetto collettivo e plurale, dove il noi viene sempre prima dell’io, dove non c’è un capolista ma 16 candidati con uguali possibilità che rappresentano sensibilità e territori diversi. Questo è lo spirito che anima la lista “Leodori a Sinistra” nella Provincia di Frosinone

Dopo la significativa esperienza del Comitato S.T.A.R.T (Sinistra, Territorio, Ambiente, Radicalità, Trasformazione), cuore pulsante della campagna per la segreteria nazionale, continuiamo il nostro percorso di costruzione politica, mantenendo fede agli impegni presi, proseguendo con coerenza sulla strada indicata dalla nuova segretaria, Elly Schlein.

Considerare questo congresso un punto di arrivo per l’ennesima conta interna al partito, a livello locale e regionale, non ci interessa. Ci siamo impegnati per dare voce agli iscritti, nuovi e storici, che ci guardano di nuovo con speranza e fiducia, per organizzare un partito aperto ed inclusivo capace di dialogare con cittadini, amministratori, sindacati ed imprese, per riavvicinare i tanti e le tante che sono rimasti profondamente delusi dalle politiche e dai metodi che hanno caratterizzato il recente passato, per ribadire con fermezza la necessità di una svolta programmatica che abbia come priorità Lavoro, Ambiente e Territorio, proprio quelle parole evidenziate nel simbolo della lista.

Riteniamo, inoltre, fondamentale per l’essenza e la natura stessa del Partito, che contiene anime, idee, personalità diverse tra loro, la presenza di una voce alternativa utile ad alimentare una sana e costruttiva dialettica in grado di ripopolare e rianimare i luoghi di discussione e di elaborazione politica. Così facendo potrà rinascere un’identità chiara, netta e senza ambiguità nella quale riconoscersi con orgoglio e appartenenza.

Per sconfiggere le destre, nella Regione Lazio e nel Paese, necessitiamo di uno sforzo di umiltà e coraggio. Umiltà per analizzare come e dove abbiamo sbagliato, coraggio per ribaltare completamente vecchi schemi di potere che hanno impantanato il Partito Democratico.

Permetteteci, infine, di ringraziare le candidate e i candidati che hanno accettato con entusiasmo e voglia di fare questa sfida.

Vi aspettiamo ai gazebo e nei circoli, domenica 18 giugno dalle ore 8:00 alle 20:00 per ribadire la necessità di un cambiamento anche in Provincia di Frosinone

Danilo Grossi – Direzione Nazionale del Pd

Emanuela Piroli – Assemblea Nazionale del PD

Umberto Zimarri – Assemblea Nazionale del Pd

Nazzareno Pilozzi – Assemblea Nazionale del Pd

Per Elly Schlein: una nuova storia per cambiare il Paese

BREVE PREMESSA PERSONALE

Dopo pochi mesi dalla bella, importante e prestigiosa candidatura delle elezioni europee, decisi di non rinnovare la tessera del mio partito. Sembra ieri, ma sono passati quasi quattro anni. In questi mi sono messo di lato dalla politica partitica: deluso da quello che dovrebbe essere il “mio campo”, annoiato da un’inconcludenza esistenziale e arrabbiato verso logiche tafazziane, irrazionali e personalistiche. Non sono stato il solo, visto il messaggio sempre più chiaro delle elettrici e degli elettori.

Nella mia breve esperienza, ho sempre visto la politica non come un lavoro ma come passione e servizio. Certo, costa fatica ma è l’unico modo che ho d’intenderla. In questi anni, seduto in riva al fosso, non sono stato con le mani in mano, con alcuni amici ed amiche, ho cercato di imparare e di formarmi, di riflettere sempre su quello che avveniva in Italia e nel mondo, di approfondire su tante tematiche specialmente ambientali. Insomma, si possono fare tante cose interessanti al di fuori della politica amministrativa, al di fuori di quella partitica magari con le associazioni, collaborando con le realtà sociali e sportive o semplicemente discutendo con gli amici davanti ad una birra. Si può migliorare il proprio pezzo di mondo, in tanti modi, ricordando sempre la lezione di ZeroCalcare, siamo soltanto fili d’erba in un prato, non il centro del mondo.

Allo stesso tempo e con la stessa convinzione, per chi vive la politica con quella passione di cui sopra, non ci si può tirare indietro quando qualcuno che ha capacità, coraggio, visione e di cui si fida, getta il cuore oltre l’ostacolo creando una mobilitazione collettiva per provare, a cambiare le cose per davvero. Utopistica o concreta, in quel caso con la stessa serena determinazione bisogna dare una mano. Io, proprio, non me la sentivo di non contribuire alla sfida congressuale lanciata da Elly Schlein. Una sfida plurale che può ridare, voce, fiato e speranza alla sinistra nel nostro Paese. In questi casi, almeno per me e specialmente in questo periodo, non si prescinde dalla parola ricominciare.

Dai problemi alle soluzioni

Non ho mai lesinato critiche alla gestione del Partito Democratico: nazionale, soprattutto nella gestione renziana, locale soprattutto per i problemi di natura ambientale. Allo stesso tempo, ne ho sempre riconosciuto il ruolo baricentrico nel centrosinistra italiano. Il problema del Partito, però, non sono le mie di critiche, sono le considerazioni di milioni di italiane/i che li hanno voltato le spalle. L’ultima volta che il PD ha vinto le elezioni, io non votavo e di anni ne ho 33. In questi anni, però, è stato identificato come il partito del potere. Una stagione di larghe ed infinite intese che ne hanno snaturato l’anima perché come stiamo vedendo in questi giorni la destra quando va al potere fa la destra, la sinistra quando governa, troppo spesso, balbetta timida e titubante. Chi vuole rappresentare oggi il Pd e di quali istanze vuole farsi carico? Come vuole farlo? Sono le due domande cruciali. La risposta che la “mozione Schlein” dà è chiara, trasparente e netta. Mette un punto alla stagione del “ma anche” per aprire un nuovo percorso collettivo che parte da noi.

La visione del futuro si fonda su tre sfide cruciali e intrecciate che le destre non nominano mai: disuguaglianze, clima e precarietà. Da questi tre enormi temi, collegati tra loro, deve ripartire un nuovo manifesto politico, ideale, culturale e popolare.

La concentrazione della ricchezza in pochissime mani, il caro vita che sta erodendo il potere d’acquisto del ceto medio e affamando, nel vero senso del termine, le persone più in difficoltà, la povertà energetica, un salario minimo che possa permettere a tutte/i una retribuzione dignitosa, lo stop agli stage gratuiti, la cura del territorio, una seria lotta all’evasione fiscale, la cura del territorio, il welfare come investimento e non come spesa, l’attenzione ai divari territoriali interni al nostro Paese sud/nord, aree urbane/aree interne, una sanità pubblica efficiente e potenziata, un’istruzione pubblica basata sull’uguaglianza e non sul merito, il pieno riconoscimento dei diritti al di là del proprio orientamento sessuale, l’accoglienza come diritto, sono solo alcuni dei temi a cui la destra o dà risposte sbagliate o come dice il suo slogan preferito, “se ne frega”.

Parte da Noi – un percorso collettivo

Se non sarà un noi collettivo ad alimentare nel dibattito pubblico queste priorità, resteranno negli occhi e nella mente delle persone, gli slogan vuoti creati per finte emergenze che con disumanità, però, colpiscono duramente i più deboli.

Se non ci sarà un nuovo modo di intendere gli iscritti e i votanti della comunità democratica, chiamati solamente per montare/smontare i gazebo o per alimentare le campagne elettorali ma quasi mai per discutere ed elaborare una discussione politica, sfruttando anche le possibilità della rete, difficilmente ci sarà un futuro.

Se non si interverrà per azzerare il potere dei capibastone, ad ogni latitudine, nessun giovane si avvicinerà ad una sezione, perché la prima domanda che gli sarà posta non sarà cosa pensi, ma chi ti manda.

Nelle pagine della mozione che allego alla fine di questo articolo, ho trovato risposte concrete a queste priorità. Tutto questo non mi sorprende, però, perché conosco Elly da quasi un decennio ed ho avuto modo di apprezzare sia la sua capacità politica, sia le sue doti umane.

Come ho già avuto modo di scrivere :Elly Schlein ha le energie e le capacità per essere quella risorsa che può ricreare un senso di comunità in tutta la sinistra, per fare sentire tutti a casa. E farlo dal partito da cui ci si aspetta un ruolo guida che con lei può essere finalmente fraterno e non più paterno, se non addirittura padronale. È il momento di uscire da una linea difensiva, in cui ci si preoccupa di arginare lo slittamento al centro del partito, e di essere radicali nelle proposte. Una politica che deve essere umana e concreta, capace di tenere insieme le istanze popolari e una sfida di visione verso le complessità del futuro.  Non c’è più nulla da difendere ma tutto da (ri)conquistare con la tenacia della ragione e la forza delle idee, della trasparenza e della coerenza. Un progetto che può tornare ad entusiasmare tanti, anche chi come noi in questi anni era un po’ di lato perché senza una casa che avesse visioni, progetti e prassi che condividevamo.

Il 26 febbraio si vota per sostenere un pensiero che non dimenticando la sua storia e le sue radici, sa essere rivolto alle sfide del presente e soprattutto del futuro.

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