Camminare è resistere – L’intervista di EcoSportivamente a Tiziana Iannarelli

Il cammino è forse il gesto più antico e rivoluzionario dell’umanità: un atto di presenza che ci restituisce al ritmo naturale del corpo e del cuore. Questa è la prima grande riflessione a cui si può giungere ascoltando Tiziana Iannarelli.
In un’epoca di accelerazione perpetua, camminare lentamente diventa un atto di resistenza poetica, un modo per riappropriarsi del tempo e dello spazio che abitiamo.

I cammini di prossimità ci insegnano che non serve andare lontano per andare in profondità: ogni passo è un’opportunità di dialogo con il paesaggio, con noi stessi, con le comunità che incontriamo lungo il percorso.
Ogni borgo, ogni sentiero, ogni incontro casuale diventa parte di una narrazione più grande. Una narrazione che ci ricollega alle radici profonde del nostro territorio e del nostro essere nel mondo.

Ed è proprio da qui che parte la nostra conversazione con lei, voce di Rai Isoradio e autrice del programma Camminando l’Italia, in onda ogni sabato e domenica alle 11:00 e alle 14:00 su Rai Isoradio, e disponibile su RaiPlay Sound.
Una viaggiatrice dell’anima che ha fatto del camminare una pratica, un linguaggio, una missione.

Tiziana Innarelli: conduttrice radiofonica e camminatrice

Ama iniziare dai sentieri laterali, quelli meno battuti. Non cerca scorci da cartolina o imprese da cronometrare. Il suo è un passo interiore, uno sguardo gentile sul mondo.
Nel dialogo con lei si sente subito una cosa: camminare è un atto di ascolto. Del paesaggio, delle storie, degli incontri.
Le chiediamo da dove è iniziato tutto, e la sua risposta ci porta lontano nel tempo, ma vicinissimo all’essenziale: è iniziato dal bisogno di respirare, di rallentare, di riscoprire l’Italia che non si vede dai finestrini.

Accanto a lei cammina Apailana, una levriera salvata e – in fondo – salvatrice. In silenzio, con passo leggero, le insegna a osservare e a fidarsi. Il loro è un rapporto che va oltre la compagnia: è una forma di complicità con la natura, un modo di sentire che ha cambiato il modo in cui Tiziana racconta i luoghi.
E proprio parlando di Apailana, emerge un altro tema caro: il riscatto, le seconde opportunità. Quelle che ha incontrato spesso tra camminatori, osti, artigiani, viandanti.

Ma cosa cercano davvero, tutte queste persone che si mettono in cammino?
“Tutti cercano qualcosa – ci dice – ma spesso, lungo il cammino, scoprono qualcos’altro: un senso di appartenenza, una comunità, un nuovo modo di abitare il tempo.”

Il camminare, per Tiziana Iannarelli, è anche un atto politico. In un tempo segnato dalla crisi climatica, scegliere di muoversi a piedi è una forma concreta di resistenza.
Sul campo – mai come in questo caso il termine è appropriato – si vedono chiaramente i segni evidenti dei cambiamenti.

Parlando della Provincia di Frosinone, emerge una speranza: che questo territorio, così ricco di natura e bellezza, creda di più in sé stesso. Che investa in cammini, in accoglienza lenta, in turismo rispettoso. Senza stravolgere, senza costruire, prendendosi cura del territorio e di quello che c’è.

E se potesse inventare un cammino che ancora non esiste?

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